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Vincè

“La mia pizza doveva diventare un opera d’arte
perché immaginata e poi creata dalla mia mente!”

Fin da bambino ricordo una cucina creata con prodotti sani e genuini della nostra terra e del nostro mare, ne ricordo i profumi, i sapori e la passione che mamma e nonna trasmettevano una volta legato il “mantesino”, una cucina semplice e naturale. La passione culinaria che la mia famiglia trasmetteva mi ha dato modo di alimentare il mio
Spirito curioso, creativo e dinamico.

 

Vincè

“La mia pizza doveva diventare un opera d’arte
perché immaginata e poi creata dalla mia mente!”

Fin da bambino ricordo una cucina creata con prodotti sani e genuini della nostra terra e del nostro mare, ne ricordo i profumi, i sapori e la passione che mamma e nonna trasmettevano una volta legato il “mantesino”, una cucina semplice e naturale. La passione culinaria che la mia famiglia trasmetteva mi ha dato modo di alimentare il mio
Spirito curioso, creativo e dinamico.

Trasferiti al nord per motivi lavorativi, Mamma e papà mi spingevano lontano da pasta e farina, perché come fanno tutti i genitori pensano sempre al bene dei propri figli e sognano ad una vita migliore, con meno sacrifici e quindi, come abbiamo fatto un po’ tutti, disorientati, scegliamo il meno peggio, o un qualcosa che pensiamo possa essere un buon “sbocco lavorativo”. Così studio odontoiatria, ed ad un passo dal prendere impronte dentarie a tutti gli abitanti del mio paese, ma qualcosa dentro di me inizia a smuoversi, aspettavo impaziente che tutti andavano a dormire e piano piano cercando di non fare il minimo rumore inizio a rubare la pasta avanzata dal cassetto di papà e iniziavo a sperimentare e provare, qui inizio a toccare con mano la mia vocazione e poco dopo inaspettatamente quasi per una sfida personale partecipo ai campionati mondiali della pizza dove solo i migliori vincono, ma secondo me solo chi ha la passione e l’umiltà può cambiare le regole! Qui la mia pizza “sperimentale” entra nelle 100 migliori pizze del mondo, aggiudicandosi le pagine all’interno del libro dedicato a quei pochi che si sono fatti notare! Quindi, papà, inizia a non prendersela se ogni sera rubavo un po’ di pasta per allenarmi e inizia a capire che avevo una grande ambizione: non l’essere il migliore, ma essere il cambiamento! Io giovane ho saputo imparare dai “grandi” in tutti i sensi: dalla famiglia fino ai grandi pizzaioli di Napoli e del paese natale di mamma Tramonti. Una vita ad osservare, aiutare in pizzeria, impastare per divertimento, partecipare ad eventi, fino a capire che bisognava fare qualcosa di nuovo per stupire annoiati e disincantati. Inizio così a farmi conoscere a bordo di un Ape Car con forno a legna disegnato ideato da me, volevo essere un vero ragazzo di strada, coppola in testa e farina tra le mani tra le strade del paese mi attribuiscono il nome di Scugnizzo e ancora inaspettatamente incanto tutti con il mio grande talento di stravolgere le regole del fare la pizza. Inizio a ricevere apprezzamenti ,supporti e grandi cariche emotive e motivazionali che alimentano la mia passione sempre di più fino a fare di questo magnifica professione la mia vita ,non pesavano i sacrifici, non pesavano le ore lavorative cosi, passano un paio d’anni e non contento apro la mia prima pizzeria da asporto ,ma dopo meno di un anno non ero ancora soddisfatto, perché per me era importante la condivisione, e un luogo dove potevo continuare a creare e stupire e apro un’altra pizzeria con posti a sedere. Desideravo che chi assaporava la mia pizza, socchiudendo gli occhi, immaginava di inalare insieme all’aroma anche un sentore di salsedine per creare l’illusione di non essere così lontani dalla mia terra madre le mie pizze dovevano essere bellissime agli occhi e un esaltazione di sapori inaspettati al palato. La mia pizza doveva diventare un opera d’arte perché immaginata e poi creata dalla mia mente. Un’esaltazione di sapori contrastanti, il salato che si scioglie nella pasta soffice della pizza, come se fosse una tranquilla onda marina che accarezzava le coste della Costiera Amalfitana e terminava con dolcezza che invadeva di piacere, un’immersione in aria, terra e mare autentici anche a migliaia di chilometri di distanza. Durante questo percorso nascono tantissimi progetti come Scugnizzo Terapy, dove insegno nelle scuole elementari e materne e riesco ad imparare sempre qualcosa di nuovo dai bambini, un vero scambio di idee e informazioni. Non mi sembra vero che fare una cosa così semplice come la pizza potevano regalare un sorriso. Inizio a collaborare anche con Telethon e Crocerossa avendo la missione di arrivare anche nei centri di anziani, pizza, pare che abbia il potere di unire in un abbraccio gioioso come la terra di cui ne senta tanta nostalgia. La mia forza è il Desidero di riuscire a trasformare questa nostalgia in una passione per quei sapori lontani ma ben imprigionati nella mia mente, e riportati sulle mie pizze, portando così il sole tutto l’anno nelle nostre giornate fredde e nebbiose e una ventata di aria di mare in quelle giornate afose. Generando così un ricordo nuovo come quello di un bacio.

Allora VASAME…

Trasferiti al nord per motivi lavorativi, Mamma e papà mi spingevano lontano da pasta e farina, perché come fanno tutti i genitori pensano sempre al bene dei propri figli e sognano ad una vita migliore, con meno sacrifici e quindi, come abbiamo fatto un po’ tutti, disorientati, scegliamo il meno peggio, o un qualcosa che pensiamo possa essere un buon “sbocco lavorativo”. Così studio odontoiatria, ed ad un passo dal prendere impronte dentarie a tutti gli abitanti del mio paese, ma qualcosa dentro di me inizia a smuoversi, aspettavo impaziente che tutti andavano a dormire e piano piano cercando di non fare il minimo rumore inizio a rubare la pasta avanzata dal cassetto di papà e iniziavo a sperimentare e provare, qui inizio a toccare con mano la mia vocazione e poco dopo inaspettatamente quasi per una sfida personale partecipo ai campionati mondiali della pizza dove solo i migliori vincono, ma secondo me solo chi ha la passione e l’umiltà può cambiare le regole! Qui la mia pizza “sperimentale” entra nelle 100 migliori pizze del mondo, aggiudicandosi le pagine all’interno del libro dedicato a quei pochi che si sono fatti notare! Quindi, papà, inizia a non prendersela se ogni sera rubavo un po’ di pasta per allenarmi e inizia a capire che avevo una grande ambizione: non l’essere il migliore, ma essere il cambiamento! Io giovane ho saputo imparare dai “grandi” in tutti i sensi: dalla famiglia fino ai grandi pizzaioli di Napoli e del paese natale di mamma Tramonti. Una vita ad osservare, aiutare in pizzeria, impastare per divertimento, partecipare ad eventi, fino a capire che bisognava fare qualcosa di nuovo per stupire annoiati e disincantati. Inizio così a farmi conoscere a bordo di un Ape Car con forno a legna disegnato ideato da me, volevo essere un vero ragazzo di strada, coppola in testa e farina tra le mani tra le strade del paese mi attribuiscono il nome di Scugnizzo e ancora inaspettatamente incanto tutti con il mio grande talento di stravolgere le regole del fare la pizza. Inizio a ricevere apprezzamenti ,supporti e grandi cariche emotive e motivazionali che alimentano la mia passione sempre di più fino a fare di questo magnifica professione la mia vita ,non pesavano i sacrifici, non pesavano le ore lavorative cosi, passano un paio d’anni e non contento apro la mia prima pizzeria da asporto ,ma dopo meno di un anno non ero ancora soddisfatto, perché per me era importante la condivisione, e un luogo dove potevo continuare a creare e stupire e apro un’altra pizzeria con posti a sedere. Desideravo che chi assaporava la mia pizza, socchiudendo gli occhi, immaginava di inalare insieme all’aroma anche un sentore di salsedine per creare l’illusione di non essere così lontani dalla mia terra madre le mie pizze dovevano essere bellissime agli occhi e un esaltazione di sapori inaspettati al palato. La mia pizza doveva diventare un opera d’arte perché immaginata e poi creata dalla mia mente. Un’esaltazione di sapori contrastanti, il salato che si scioglie nella pasta soffice della pizza, come se fosse una tranquilla onda marina che accarezzava le coste della Costiera Amalfitana e terminava con dolcezza che invadeva di piacere, un’immersione in aria, terra e mare autentici anche a migliaia di chilometri di distanza. Durante questo percorso nascono tantissimi progetti come Scugnizzo Terapy, dove insegno nelle scuole elementari e materne e riesco ad imparare sempre qualcosa di nuovo dai bambini, un vero scambio di idee e informazioni. Non mi sembra vero che fare una cosa così semplice come la pizza potevano regalare un sorriso. Inizio a collaborare anche con Telethon e Crocerossa avendo la missione di arrivare anche nei centri di anziani, pizza, pare che abbia il potere di unire in un abbraccio gioioso come la terra di cui ne senta tanta nostalgia. La mia forza è il Desidero di riuscire a trasformare questa nostalgia in una passione per quei sapori lontani ma ben imprigionati nella mia mente, e riportati sulle mie pizze, portando così il sole tutto l’anno nelle nostre giornate fredde e nebbiose e una ventata di aria di mare in quelle giornate afose. Generando così un ricordo nuovo come quello di un bacio.

Allora VASAME…